Sfasciacarrozze. Sfascio. Autodemolitori.
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Serbatoi per oli minerali, GPL e metano nell’autodemolizione

Serbatoi per oli minerali,

serbatoi GPL

e serbatoi metano nell’autodemolizione.

Serbatoi per oli minerali, serbatoi GPL e serbatoi metano nell’autodemolizione: sistemi di recupero e stoccaggio di oli minerali, GPL e metano.

4.8.1 Serbatoi per oli minerali

L’attività di autodemolizione produce elevate quantità di oli minerali che, escludendo il liquido freni (spesso chiamato olio dei freni), sono costituite prevalentemente da olio motore, olio cambio, olio trasmissione, olio idraulico.

Gli impianti di bonifica più moderni mantengono separato da tutti gli altri oli l’olio motore poiché, a causa delle alte temperature d’esercizio, esso non può essere riutilizzato.

Secondo quanto richiesto dalla normativa, lo stoccaggio di oli minerali (trattandosi di rifiuto liquido pericoloso) deve essere effettuato (a meno che non sia effettuato in serbatoi interrati) su bacini di contenimento di capacità pari al serbatoio stesso oppure, nel caso vi siano più serbatoi per oli minerali, pari ad almeno il 1/3 del volume totale dei serbatoi e, in ogni caso, di capacità non inferiore al volume del serbatoio più grande.

Nel caso in cui si opti per serbatoi per oli minerali interrati, essi dovranno avere doppia camicia ed essere dotati di sistema di controllo delle perdite e di monitoraggio dell’intercapedine, al fine di controllarne permanentemente l’integrità.

Serbatoi per oli minerali
Figura 25 Serbatoi per oli minerali interrati, a doppia camicia e con sistema di verifica continua di assenza di fuoriuscite

Così come per gli altri rifiuti pericolosi è richiesto evidenziare in modo chiaro e indelebile il codice CER, il nome del rifiuto e la pericolosità del rifiuto stesso attraverso scritte chiare, accompagnate possibilmente da simboli. Ciò ridurrà la probabilità di errore da parte degli operatori, evitando così di miscelare rifiuti diversi.

Gli avvisi di pericolo permettono agli operatori di capire eventuali rischi nella gestione del prodotto.

Simbolo per serbatoi per oli minerali
Figura 26: Simbolo, secondo il regolamento CLP, delle sostanze pericolose per l’ambiente, quale appunto l’olio esausto.
4.8.2 Altri liquidi di bonifica

Durante l’attività di bonifica del veicolo vengono aspirati e separati diversi liquidi oltre all’olio: antigelo, liquido dei freni, liquido tergicristalli. Anche per questi valgono le buone norme di gestione dei rifiuti liquidi già esposte.

Serbatoi
Figura 27 Box esterno collegato a isola di bonifica. Sulla sinistra serbatoio per benzina e gasolio e, sulla destra, bidoni a doppia camicia con sistema di troppo pieno, dotati di etichette specifiche.

4.9 Gas refrigeranti

Nei veicoli avviati alla demolizione possono essere presenti diversi tipi di sostanze refrigeranti:

  • R12: presente in autoveicoli costruiti prima del 1994, danneggia l’ozono stratosferico. Poiché ne è vietato il rabbocco già da molti anni, è raro trovarne ancora su automezzi circolanti.
  • R134A: gas ad effetto serra , è attualmente il gas più diffuso;
  • R-1234yf: gas a basso effetto serra, utilizzato per tutti i nuovi modelli usciti dopo il gennaio 2011.

L’estrazione del gas refrigerante dagli impianti di condizionamento installati sui veicoli avviene in generale durante la bonifica e sempre prima della fase di pressatura.

La rimozione di tali sostanze dai veicoli fuori uso avviene per mezzo di dispositivi aspiranti a circuito chiuso, affinché non vi sia alcun rilascio di sostanze dannose in atmosfera.

Il sistema aspira contemporaneamente olio e gas. Quest’ultimo passa attraverso un filtro che lo ripulisce da eventuali impurità e ne permette il successivo recupero.

Il gas è stoccato in bombole (una per ogni tipo di gas) dotate di sistema automatico di pesatura.

Estrattore di gas
Figura 28 Estrattore di gas di condizionamento a singola bombola, con sistema di auto-evacuazione per la sostituzione della bombola quando cambia il tipo di gas da aspirare

Oltre a non rilasciare gas in atmosfera, il sistema deve garantire che gas diversi non siano miscelati tra loro.

In particolare la mescolanza di R134A e R1234YF è assolutamente da evitare, in quanto quest’ultimo è un gas infiammabile e potrebbe dare luogo a miscele pericolose.

I dispositivi aspiranti hanno attacchi diversi, a seconda del tipo di gas, e si differenziano anche per forma e colore.

L’attuale prezzo di mercato di un estrattore di gas refrigeranti varia dai 1.200 ai 1.400 euro.

I gas recuperati nell’attività di bonifica hanno diversa destinazione:

  • L’R12 dovrà essere destinato ad un impianto di smaltimento autorizzato, per essere distrutto, in quanto non ne è permesso il riutilizzo.
  • L’R134A potrà essere riutilizzato nei sistemi di condizionamento di autovetture (fino al 2017)
  • Idem per l’R-1234yf, che dal 2011 ha cominciato a sostituire il “vecchio” R134A negli autoveicoli di classe M1 (fino a 8 posti + conducente) e classe N1 (veicoli commerciali con peso massimo di 3.500 Kg).

4.10 Combustibili

Gran parte dei veicoli che vengono rottamati posseggono minimi quantitativi di combustibile che, moltiplicati per decine di veicoli al giorno, possono determinare un quantitativo complessivo non indifferente.

Gasolio e benzina vengono generalmente utilizzati per il rifornimento dei mezzi d’opera (carrelli elevatori, pressa, etc.) oppure per gli automezzi delle auto aziendali o dei dipendenti.

Diverso è il destino dei residui contenuti nei serbatoi metano e GPL, che vengono normalmente svuotati con apposite macchine (estrattori) che bruciano i due carburanti.

Un’attività non priva di rischi, vista l’elevata infiammabilità di questi gas, che necessita di formazione degli operatori e di apparecchiature che siano a norma antincendio e ATEX.

Per quanto riguarda i serbatoi GPL, l’attrezzatura permette di estrarre il gas tramite una pompa anti-deflagrante certificata ATEX e di stoccarlo a norma di legge, per il suo riutilizzo come combustibile all’interno delle autodemolizioni.

Il residuo gassoso è bruciato tramite torcia ed i serbatoi GPL dei veicoli vengono lavati con azoto per evitare scoppi. La medesima attrezzatura permette di convogliare il metano verso un bruciatore a torcia.

Poiché si possono determinare atmosfere esplosive per la presenza di gas infiammabili, è importante che l’estrattore:

  • sia posizionato all’aperto;
  • se in ambiente chiuso, il sistema deve essere conforme alle norme ATEX;
  • sia posizionato lontano da tombini fognari o locali sotterranei nei quali, in conseguenza a sversamenti di GPL, potrebbe formarsi un’atmosfera esplosiva;
  • sia lontano almeno 6 metri dalla torcia di combustione;
  • sia lontano da ogni fonte possibile di innesco, quali luci, macchinari e lavorazioni che possano dare luogo a scintille o calore;
  • sia posizionato in area ben delimitata e interdetta agli operatori non espressamente addestrati, in cui sia vietato l’uso di fiamme libere.

Il costo di un impianto di estrazione e combustione di gas metano e GPL a norma si aggira intorno ai 5.000 euro.

Svuotamento dei serbatoi GPL
Figura 29 Attrezzatura per lo svuotamento dei serbatoi GPL, recupero del GPL liquido, combustione dei gas residui e messa in sicurezza del serbatoio con azoto liquido.

In considerazione del sempre maggior numero di veicoli che utilizzano questi due combustibili il problema dello spreco energetico di tale modalità di “smaltimento” si farà sempre più significativo.

Si pensi ad esempio che, dal 2006 al 2010, il numero di autovetture con impianto benzina/GPL o benzina/metano è salito da 1.367.483 unità a 2.412.794 con un aumento percentuale del 76,44%, corrispondente al 19,11% l’anno.

Sebbene si preveda un aumento significativo dei mezzi a metano, questo gas risulta ancora il più difficoltoso da recuperare.

Infatti, per poterlo stoccare in volumi ragionevolmente ridotti, sono necessarie bombole resistenti fino a 300 atm e impianti di aspirazione e ricompressione sicuramente costosi rispetto alle quantità recuperabili.

Diverso è invece il caso del GPL che, essendo liquido, può essere stoccato facilmente. Per questo motivo anche se le tecnologie di seguito esposte sono utilizzabili sia per il metano sia per il GPL, sarà sicuramente più conveniente il recupero di quest’ultimo gas.

4.10.1 Utilizzo in carrelli elevatori alimentati a GPL o metano

In tanti paesi europei ed extraeuropei sono oramai d’uso comune i carrelli elevatori alimentati a GPL o metano. il cui costo è più alto di circa il 10% rispetto ai modelli a gasolio. Però GPL e metano costano molto meno e, nel caso delle imprese di autodemolizione, almeno una parte del carburante può essere gratuito.

A ciò si aggiunga che le emissioni dei carrelli elevatori a metano o GPL sono molto meno inquinanti rispetto ai corrispettivi a gasolio.

4.10.2 Utilizzo di metano e GPL in impianti di riscaldamento esterni o interni

I residui presenti nei serbatoi metano o GPL possono essere utilizzati per riscaldare piccole officine ed aree interne o esterne.

Fungo a gas per il riscaldamento di esterni
Figura 30 Fungo a gas per il riscaldamento di esterni

 

 

Schema impianto di riscaldamento di interni da serbatoi metano
Figura 31 Schema impianto di riscaldamento di interni a gas

 

4.10.3 Utilizzo di metano e GPL per produzione di energia elettrica e calore

Per i centri di raccolta più grandi potrebbe risultare interessante la combustione finalizzata alla produzione di energia elettrica e calore.

Esistono infatti micro-generatori che possono essere alimentati sia a GPL sia a metano, permettendo dunque di sfruttare entrambi i combustibili.

Tecnicamente le possibilità sono diverse:

  • vendere l’energia elettrica prodotta dal combustibile di recupero, eventualmente sfruttando anche il calore prodotto per il funzionamento di una pompa di calore;
  • sfruttare il calore per la climatizzazione.
  • valutare l’acquisto di serbatoi GPL o serbatoi metano da riempire sia con il combustibile di recupero sia con altro acquistato. In questo caso il generatore potrebbe lavorare in continuo, producendo sia energia elettrica sia calore. L’energia elettrica poi potrebbe essere venduta in rete o utilizzata direttamente. Quest’ultima  opzione è da preferire poiché, non trattandosi di energia rinnovabile, la cessione in rete non beneficerebbe di incentivi ed obbligherebbe l’azienda a rispettare tutti gli obblighi tecnici e fiscali dei produttori di energia.

La scelta di produrre energia elettrica attraverso un micro-generatore può dare molti benefici, ma si tratta sicuramente di una opzione complessa e costosa, la cui scelta dipende da molti fattori:

  • costo dei generatori e del sistema di stoccaggio dei combustibili di recupero da serbatoi GPL o serbatoi metano;
  • effettivi consumi di energia elettrica e calore nell’azienda:
  • quantità e disponibilità temporale di combustibile di recupero;
  • possibilità di vendere l’energia elettrica in rete e di farlo a prezzi di mercato o a tariffe incentivanti;
  • costi di gestione del generatore.

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Il sito “Sfasciacarrozze” è collegato ad alcuni siti altrettanto utili agli operatori del settore che desiderino evidenziarsi sul web: Rottamazione autoAutodemolitori

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